Alberto Giovanni Biuso
Un barlume di fasto

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In Alberto Giovanni Biuso, la misura della poesia è altamente congeniale alla vita stessa dei versi e ne fa corpo unico. L’ Autore decritta con lucidità gli impulsi erotici forti, rendendoli carezzevoli all’immaginario. I suoi versi sono pronti da fagocitare con l’atto di lettura.
Non poesie come dono, né poesie come culto dell’individuo, ma poesie atipiche, che del poeta narrano i momenti meno riconoscibili. La poesia di Biuso è poesia aperta a uno spazio di lettura generale e collettivo, soggettivo e intimistico.

 

© Daniele Faverzani, 2006-2009, Milano, Parco di Trenno

© Daniele Faverzani, 2006-2009, Milano, Parco di Trenno

 

Desiderio
Ricordo in ogni istante le tue membra,
di luce roteanti, incise nello spazio
sollevano di strazio la memoria,
in desiderio trasformano l’andare
dei giorni, dei minuti, delle ore.
Dico a me stesso “pazienza, questo
è il tempo della rinuncia che conquista,
dell’ora che si fa pura memoria, sangue.
Ma quando entrerai nelle sue carni
ancora e ancora sarai in paradiso,
disegnerai col corpo tuo nel suo
l’intima forma che la rende luce,
sarai di pura terra intriso e d’aria
avrai tra le tue braccia il suo sorriso,
bellezza pura, il canto che la fa
segno, immagine ed enigma.
E nella sua salvezza ti redime”.

 

LUCE / MUSICA

Il mondo è un tessuto di parole dette, taciute, gridate, pensate. Il loro accadere, permanere e divenire dà vita a ciò che chiamiamo scienza, cultura, conoscenza. Dentro questo oceano di suoni e di significati, la poesia è lo “scarto”, è l’imprevisto, la porta che si apre verso uno spazio inatteso, un’inattesa luce.
È la luce che cerco di disegnare nei miei versi. “Luce” è il loro contenuto. La forma che lo esprime vorrebbe essere “musica”. Lo sbalzo del suono rispetto all’intrico comune del parlare non può rimanere una parodia del dire, una semplice messa in riga del linguaggio quotidiano. Il salto spaziale che dà vita al verso deve inoltrarsi nel territorio, rischioso ma esaltante, della musica, della nota e dell’accento che suonano dentro la fatica dei sentimenti, il rigore del capire, l’incontro con la morte. Solo così, diventando musica, la parola dolorosa della vita potrà aprire l’intervallo di una qualche gioia.
So bene che in questo modo i versi che tento si pongono lontano dalla poetica prosastica del mio tempo, dal dogma estetico che fa di molta poesia contemporanea un’estrema e paradossale propaggine del futurismo rumorista. Ma ho la sensazione che le parole che si scrivono debbano possedere l’arrogante ambizione di parlare ai millenni. Sennò, è meglio tacere. È da tale tracotanza, infatti, che nasce la più oggettiva delle misure: quella che segue il perimetro irraggiungibile del mondo. E ai suoi confini trova luce.

Alberto Giovanni Biuso

 

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Alberto Giovanni Biuso

Alberto Giovanni Biuso insegna Filosofia della mente e Sociologia della cultura nel Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania.
La sua prima raccolta poetica ha come titolo Inni alla luce (Petite Plaisance, 2006).
Il suo sito web è www.biuso.eu

Alberto Giovanni Biuso, Un barlume di fasto (collana Poesia)
© Scrimm Edizioni 2013
ISBN 978-88-98547-03-6

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